dieci

Come quelle lettere che hai scritto di notte, una per ogni notte, e al mattino hai ritrovato appallottolate nel cestino. 
Come le ore che vorresti dormire. 
E non puoi. 
Dieci film che ti si sono incollati addosso, e vaglielo a spiegare, alla gente, perchè non se ne andranno più. 
Dieci volte che avresti voluto solo ridere. 
E invece. 
Dieci. 
Quelli che servono perchè nascondino riesca bene. 
Se lo guardi da dietro, quel dieci non è che un numero su una maglia spiegazzata dal vento; se la guardi davanti , è una linguaccia che vuol dire vaffanculo. 
Dieci minuti e arrivo. 
Dieci giorni che a volte bastano, a farti pensare :”Io indietro non ci torno più”. 
Dieci porte sbattute in faccia. La maggior parte sbagliate. 
Dieci. 
Come una canzone ripetuta, per capirla veramente. 
Come le dita delle tue mani,tatuate di impronte e memoria. Se le vedo ormai solo io, che differenza fa? 
Come i miei ritardi e i miei i anticipi, che non sommandosi nè sottraendosi mi regalano l’apparenza che tutto sia perfettamente in equlibrio. 
Dieci notti d’ospedale. (Erano dieci?) 
Dieci canzoni che quando sono triste, ci manca solo più la pioggia, ed è fatta. 
Dieci mattine che ho aperto gli occhi e ho detto :”Sono viva”. 
Dieci. 
Come i pennelli che tiro fuori tutte le volte, sapendo già che tanto nè userò al massimo tre. 
Come i libri che ho letto almeno cinque volte.Ti si incastrano dentro, ed è un casino. 
Come il voto che tutti dovrebbero dare ai bambini. 
Come quello che davi, quando bambino lo eri tu, a chi ti chiedeva quanto bene volevi a tuo padre. 
Dieci posti che conservo gelosa nel cuore. 
Almeno altrettanti che ho paura di vedere, nel timore che mi si incollino addosso. 
Vaglielo poi a spiegare, alla gente, perchè certe cose poi ,non se vanno più. 
Dieci cose che se solo non avessi avuto coraggio abbastanza, non potrei chiamare ricordi. 
Dieci punti che non ho più sulla patente. 
Dieci punti di sutura, stamattina. 
Dieci. 
Come le volte che non son riuscita a comprendere ,davvero, il perchè. 
Come le volte che correndo disperata mi sono sentita finalmente io. 
Come quelle foto che riguardi solo se nessuno ti vede. 
Dieci passi ed è finita. 
Dieci ore e sarai qui. 
Dieci anni e poi? 

Mi piace pensare che se lo guardi da dietro, non è che un numero su una maglia spiegazzata dal vento. Mi piace pensare che se lo guardi davanti, è una lingua che infange il mondo, 
e dice vaffanculo. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...